Quando l’ho vista lì, fra gli scaffali dell’edicola, tra l’ultima copia di Linus e il numero 7 di Ken Parker, non potevo crederci… In effetti, a ben pensarci, era proprio al posto giusto, tra i ‘veterani’.
Sì, perché, Liz (per gli amici) pur non dimostrandola per niente, ha la sua età!
È stata la mia eroina di carta 30 anni fa, quando ne scoprii l’esistenza, e a più riprese è ritornata alla ribalta, complice un ‘padre’, Luca Enoch, che non l’ha mai abbandonata all’oblio, riprendendone caratteristiche e peculiarità in personaggi femminili a lei successivi (Gea, Lilith) e a volte anche, e inaspettatamente, in quelli maschili (Dragonero).
La bella graffitara che usa i muri per creare slogan e disegni politicamente ‘scorretti’, e quindi implicitamente ‘di parte’, era sicuramente antesignana decenni fa e di conseguenza non sfigura per niente, anzi si trova perfettamente a suo agio, nel presente, conservando tutto il suo sex appeal (questa perà è una parola un po’ datata…) ed esibendo una libertà di vedute, e non solo in ambito sessuale, che si ritrova appieno solo nelle giovani generazioni.
In compagnia della sua amica/spasimante Kate e di Abe, presunto fidanzato di Liz, un poliziotto di colore, che se la contende con Kate e fa finta di non vedere le sue ‘marachelle’, Spray Liz, bombolette di colore alla mano, si batte contro ogni genere di ingiustizia e sradica stereotipi, dipingendo murales di denuncia degni dei migliori designer, da quelle pro preservativo a quelle per la liberalizzazione della marjuana, fino alla denuncia del greenwashing e dello sfruttamento (forse sarebbe meglio dire schiavitù) dei migranti.
Come tutte le eroine che si rispettino ha una doppia personalità di cui è a conoscenza solo la sua cerchia più ristretta: di giorno Elizabeth è una normalissima studentessa (sempre un po’ assonnata a causa del suo hobby notturno), ma di notte si trasforma nella famigerata graffitara, ricercata dalla polizia urbana, e in particolare dal violento tenente Kinnock, suo nemico giurato, che fa della cattura di Spray Liz un punto d’onore.
Un altro personaggio comprimario è Kaifa, anch’egli vittima del fascino di Liz e graffitaro come lei, membro attivo del centro sociale ‘Macondo’, nascosto nel sottosuolo della città, e spesso teatro delle avventure della protagonista.
Non era mia intenzione fare qui una disamina dell’opera di Luca Enoch (ci tengo a dichiarare che apprezzo ogni creatura nata dalla sua penna di disegnatore e sceneggiatore), ma solo esprimere la mia felicità per aver ritrovato una vecchia (ma eternamente giovane – almeno lei!) compagna di strada.
E mi fa piacere sapere che in molti anche oggi potranno apprezzarla.
Cosa state aspettando? Correte in edicola!
E se non arrivate in tempo, potrete sempre chiedere gli arretrati alle Edizioni If.
