Daniele Monarca – Dialogo col Tasso
Una mostra da leggere
Sabato 29 novembre, nella preziosa cornice dello studio legale Furin, in doppia veste di contenitore d’arte contemporanea, abbiamo letto guardato commentato una mostra ad alto tasso poetico!
Il mio amico Daniele Monarca, ‘quello’ di Incipit, il generoso messere delle mostre istantanee, fugaci, immantinenti, effimere ma sempre intense, ha messo a disposizione di noi tutti i suoi ordinati quaderni ad anelli (cinesi), ventidue in tutto, che incasellano l’intimo dialogo trentennale col poeta de La Gerusalemme liberata.
Non mi addentro nell’ardua descrizione dei suoi “1740 fogli erranti e sparsi” di vuoto/pieno, neri fili conduttori in un poema di cui rimangono, o meglio, da cui emergono isole di poesia pura, nuova, non scolastica, giochi di parole, rebus, didascalie mai didascaliche in cui gli occhi cercano avidamente i collegamenti e al ritrovarli sorridono.
Lavoro ossessivo? Di certo meticoloso, sperimentale, ricerca di nuovi sensi nel senso già consolidato, immersioni lessicali che si fanno beffe delle note interpretative.
Esegesi (seppur negata dall’autore) durata decenni e non ancora terminata, questo dialogo ci regala coni d’ombra che illuminano in negativo Guerra e Morte, e punti luce dai riflessi colorati che esaltano Amore e Bellezza; poesia visiva all’ennesima potenza che sui fogli sparsi al nero del primo tavolo (INFRA) dà il meglio di sé: versi inediti si stagliano sulla Gerusalemme, forse non ancora liberata ma di certo già gravida di nuovi spin-off poetici, mai casuali e sempre ricercati. Daniele qui si fa, a dir suo, ‘palombaro’ del testo epico, cercatore di perle, aggiungo io, quelle che nascono dalla ricombinazione del testo originale che in intere pagine si fa ostrica opaca, contenitore che esalta i nuovi versi.
E da lì, l’occhio del visitatore si lascia ipnotizzare e irretire dal gioco degli indizi per la risoluzione dei rebus grafici di risonanza del testo tassesco.
Il Daniele tesse il testo del Tasso come fa con le sue tele, ricama sui versi e fra questi, creando trame di senso compiuto, nuove poesie d’amore e morte.
Un ultimo cavaliere romantico alla corte della prosaica contemporaneità.
N.B. Molto interessante il foglio di sala, ma molto più preziosa l’opportunità di lasciarsi guidare dall’autore stesso nella navigazione fra le sue isole poetiche oppure abbandonarsene al flusso!




